Quanto ne sai?

Polipillole.
Una nuova era per le patologie cardiovascolari.

Ogni giorno milioni di persone si trovano a dover affrontare una condizione cronica che, già di per sé, rappresenta una grande sfida. Ma quando le patologie si sommano e si intrecciano, il carico si fa ancora più complesso, rendendo la gestione quotidiana della terapia un percorso pieno di ostacoli.

Non è infatti raro che, dai 60 anni in poi, un paziente possa avere da 3 a 6 patologie croniche da affrontare, con la conseguente assunzione di 5 o più molecole al giorno1.

Il rischio è quello di perdere l’aderenza alla terapia o la sua persistenza, ovvero abbandonarla nel lungo periodo.

Una possibile soluzione, capace di rappresentare un punto di svolta nella gestione delle terapie, è la polipillola.

Ne parliamo con Claudio Ferri, Professore Ordinario di Medicina Interna presso l’Ateneo dell’Aquila e Dirigente dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Nefrologia.

Carlo

On-line

Dottore, cos’è la polipillola?

È una nuova soluzione che consiste in un’ unica pillola contenente più farmaci in grado di colpire differenti obiettivi.

Quali pazienti potrebbero beneficiarne?

I pazienti che devono affrontare diverse patologie croniche, e quindi assumere anche 5 o più molecole diverse al giorno.

E quali sono i vantaggi della polipillola?

Ridurre il numero di farmaci, sostituendoli con le polipillole, incrementa in modo significativo l’assunzione di quelle molecole nel tempo.

Può farci un esempio pratico?

Un paziente iperteso, o dislipidemico, oggi assume differenti farmaci per colpire singoli elementi di rischio. Una sola polipillola, invece, può contenere farmaci per il controllo della pressione arteriosa e, contemporaneamente, quelli per il controllo della dislipidemia.

Possiamo quindi affermare che le polipillole sono efficaci nel ridurre gli eventi cardiovascolari?

Assolutamente sì, sia in prevenzione primaria che secondaria.

Siamo all’alba di una nuova era. Le polipillole andranno a sostituire le terapie tradizionali?

Assolutamente no. Oggi abbiamo a disposizione un innovativo “di più” per prevenire il rischio cardiovascolare, ma deve essere utilizzato nei casi in cui le terapie tradizionali non bastino a salvaguardare la salute del paziente.

IT-NON-111364-VV-03-2027

 

Fonte:

1. https://www.epicentro.iss.it/passi-argento/dati/croniche

    X

    State abbandonando il sito di Organon Italia s.r.l.. Le informazioni contenute nel nuovo sito prescelto possono non essere conformi al D.Lgs. 219/06 che regola la pubblicità sui medicinali per uso umano e le opinioni espresse non riflettono necessariamente le posizioni della Organon Italia S.r.l., né sono da essa avallate

    Per una vita piena di vita