Quotidianamente

Dermatite atopica psicosomatica: il ruolo del cervello nella percezione del prurito

Il prurito da dermatite atopica è fonte di stress, ma è vero anche il contrario

Il prurito costante è quasi impossibile da ignorare. Occupa gran parte dei nostri pensieri, ci rende nervosi e può arrivare a disturbare il sonno con conseguenze ancora più invasive per la nostra psiche. Queste sono sensazioni molto familiari a chi soffre di dermatite atopica, persone la cui pelle diventa come una gabbia che limita la libertà del cervello.

Se vi dicessimo però che è vero anche il contrario, ovvero che il cervello ha le sue responsabilità nel condizionare la sensazione di prurito da dermatite atopica? Che il prurito può essere indotto persino semplicemente pensandoci? La verità è che pelle e mente, due organi di pari importanza per il nostro organismo, devono saper convivere in armonia, trovare un buon equilibrio per evitare di influenzarsi negativamente.

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Dermatite psicosomatica: cervello e pelle sono più interconnessi di quanto pensiamo

La pelle è un importantissimo organo sensoriale che contribuisce allo sviluppo della persona fin dalla prima infanzia e che fornisce diversi impulsi al cervello. Quest’ultimo, quando è in difficoltà, può scatenare reazioni negative proprio sulla pelle, tra queste anche il prurito da dermatite atopica.

Addirittura alcuni studi documentano che i pazienti riferivano un intensificarsi del prurito dopo aver visto delle persone grattarsi in un video. Anzi, a volte il solo pensiero dello stesso può scatenare l’impulso a grattarsi.

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Come si misura l’intensità del prurito?

Come si misura l’intensità del prurito? Nelle patologie della pelle come la dermatite atopica psicosomatica, spesso la severità della malattia non basta a giustificare l’intensità del prurito riferita dai pazienti perché questa è in parte aggravata da fattori psicologici. Per trattare adeguatamente la dermatite atopica è quindi necessario tenere conto dei fattori psicosomatici perché sono in grado di influire sull’andamento della patologia stessa e quindi sulla risposta ai trattamenti.

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L’impatto del prurito da dermatite sulla qualità della vita

In molte persone affette da dermatite atopica si riscontrano segnali di ansia e depressione; segnali che tendono a intensificarsi in concomitanza con le riacutizzazioni. Molti pazienti affermano che il prurito è il sintomo più debilitante legato alla patologia e che, oltre a essere fonte di ansia, causa spesso imbarazzo e ha conseguenze negative sui livelli di concentrazione e sulla qualità del sonno.

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Non è solo il prurito a causare stress, è vero anche il contrario

Come in un circolo vizioso, lo stress e gli stati d’ansia causano l’acuirsi del prurito da dermatite. Il cervello e il sistema nervoso periferico rispondono infatti allo stress con delle reazioni che attivano le cellule della pelle, mentre i nervi sensoriali rilasciano delle sostanze che regolano le risposte infiammatorie e immunitarie.

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Gli effetti psicosociali del prurito

Vi siete mai accorti che anche chi non soffre di particolari patologie, quando sotto stress (ad esempio quando gli viene posta una domanda difficile) tende a grattarsi il capo? Si tratta di un riflesso che aumenta esponenzialmente nelle persone che convivono con il prurito da dermatite atopica. Quindi, un soggetto che soffre di dermatite atopica, e che sta passando un periodo difficile, potrebbe sfogare il disagio grattandosi ancora più del solito, aggravando il prurito e quindi, in ultimo, anche lo stress.

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Grattarsi, no, non risolve il problema della dermatite atopica psicosomatica

La risposta più automatica al prurito è ovviamente grattarsi. Ma nel farlo, l’attenzione viene concentrata sulla sensazione del prurito da dermatite e questo porta al suo intensificarsi. Inoltre, se grattarsi porta a un sollievo immediato a livello cutaneo e può servire ad abbassare momentaneamente la tensione, sul lungo termine questo meccanismo può portare a rinforzare negativamente il riflesso condizionato di grattarsi creando un circolo vizioso che può portare a scoraggiamento e in alcuni casi, anche al senso di colpa.

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Dermatite atopica psicosomatica: come rompere il circolo

Come sappiamo, liberarsi dal prurito non è possibile, ma la consapevolezza di cosa contribuisce a peggiorarlo è sicuramente un ottimo punto di partenza per cercare di tenerlo sotto controllo.

È stato dimostrato che l’educazione riguardo ai processi che regolano il circolo prurito-stress e l’educazione comportamentale per provare a ridurre quest’ultimo possono aiutare notevolmente la terapia farmacologia, aumentandone l’efficacia e dando un effettivo sollievo, più duraturo, al paziente.

Una tecnica ad esempio che ha dimostrato buoni risultati è quella del rilassamento muscolare progressivo: consiste nel contrarre volontariamente un gruppo di muscoli (braccia, gambe, addome, viso o petto) con gli occhi chiusi per 10 secondi e poi rilassarli per 20 secondi concentrando l’attenzione sulla contrazione e distensione dei muscoli coinvolti.

Provate!

Bibliografia

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